Paella valencia sul fuoco di legna

5 grandi idee made in Valencia

paella valencia

5 Cose interessanti di Valencia

La bellezza di Valencia è nota, ma sapevate che questa città è anche la patria di numerose scoperte e invenzioni? Alcune di esse sono popolari in tutto il mondo. Scopriamone insieme 5 grandi idee nate a Valencia famosissime. Siete pronti? ¡Vamos!

1- La radio Spesso può risultare difficile attribuire la paternità di una grande scoperta ad una sola persona, come in questo caso. Guglielmo Marconi viene storicamente considerato l’inventore della radio, ma in realtà non fu così. A lui si deve la messa a terra del filo e diversi miglioramenti apportati, ma lo strumento era già stato ideato. Secondo alcuni studi fu Don Julio Cervera Baviera che sviluppò i principi dell’apparecchio per scopi militari.

2- Giornata Mondiale del Libro Amanti della lettura, conoscevate l’origine di questa ricorrenza?. L’idea fu promossa dallo scrittore, traduttore e giornalista Vincent Clavel Andrés. Re Alfonso XIII istituì il 6 febbraio 1926 una Giornata del Libro celebrata in tutta la nazione. Inizialmente venne proposta la data del 7 ottobre, successivamente spostata al 23 aprile, giorno della festa di San Giorgio, e divenne festa internazionale nel 1996 per volontà dell’Unesco. La data scelta è tutt’altro che casuale dato che proprio il 23 aprile morirono tre grandi scrittori: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega.

3- La Stilografica e la tachigrafia Francisco de Paula Martí Mora, vi dice niente questo nome? Grazie al suo estro sono state scritte tantissime parole, ma non compare mai nei libri di storia. De Paula Martí Mora inventò nel 1803 una penna stilografica con piuma in grado di scrivere per tre o quattro ore senza dover immergere la punta, facilitando così notevolmente il compito degli scrittori. A lui si devono anche la tachigrafia spagnola, ossia una tecnica di scrittura basata su segni convenzionali, e un alfabeto per sordomuti.

4- La paella Parliamo ora del piatto spagnolo più conosciuto al mondo. La prima ricetta di questa specialità fu rinvenuta in un manoscritto del XVII secolo e verso la fine del secolo era già nota in tutto il territorio spagnolo. Deve il suo nome alla padella in cui viene preparata che deriva dalla parola latina patella. Questo tipico riso spagnolo ha origine nelle zone rurali. Le prime versioni vennero realizzate con ingredienti della palude come anguilla, fagiolini e lumache. A causa della mancanza o della difficile reperibilità di questi ingredienti in alcune regioni vennero furono sostituiti con carne di coniglio e pollo. Ne troverete numerose versioni, tutte da provare. Venite a godervi questa delizia.

5- La Coca Cola Non ci crederete, lo so, ma anche la Coca Cola ha origini valenciane, o almeno così sembra. Al mistero della sua ricetta si aggiunge dunque quello della sua nascita. Grazie ad uno studio realizzato dalla BBC per i 125 anni del celebre liquido si è arrivati alla conclusione che questa bevanda è stata prodotta per la prima volta proprio in questa città, precisamente ad Aielo de Malferit. Già nel 1880 tre amici fondarono una fabbrica di liquori in cui iniziarono a produrre la bevanda Nuez de Kola-Coca, con un sapore ed un colore simili a quella che tutti conosciamo. A differenza della attuale,però, era alcolica. La Nuez de Kola-Coca venne presentata in numerosi eventi tra cui l’Esposizione Universale di Parigi del 1889 ed un concorso nel 1885 a Filadelfia, esattamente un anno prima della nascita ufficiale della Coca Cola. Proprio in quell’occasione la ricetta venne copiata.

Queste sono solo alcune delle numerose invenzioni valenciane, ma le sorprese non finiscono di certo qui. Cosa aspettate? Preparate la valigia, affidatevi alla vostra guida italiana e ne scoprirete tante altre mentre visiteremo la città. Rendete unica la vostra vacanza.

scitto da Giulia Rosignoli per Guida italiana Valencia

Fontana Valencia in Plaza de la Virgen

Le fontane di Valencia

FONTANA VALENCIA

Le fontane di Valencia

Valencia è legata all’acqua sin dalle sue origini. Venne fondata sul letto dell’antico fiume Turia, una grande ricchezza per la città e per la vegetazione circostante. Nonostante la posizione privilegiata, però, il rifornimento di acqua non fu garantito fino a metà del XIX secolo. Lo stretto legame con questo elemento non è mai terminato: in città vi sono tantissime fontane. Sono circa 162 e si trovano ovunque: nei parchi e nei giardini, nelle rotonde, nelle piazze e lungo le strade. Alcune sono dedicate alla natura, altre a personaggi storici o mitologici, ma tutte hanno una propria storia da raccontare. Lungo il Paseo de la Alameda, una tra le strade più significative dal punto di vista storico, ci soffermeremo su alcune di esse.

La Fuente de las 4 estaciones con le sue bellissime statue, figure allegoriche che rappresentano le quattro stagioni, è del 1861. I soggetti raffigurati sono Poseidone, la sua sposa Anfitrite, Acis e Galatea, che sono posti sul primo livello. Sul livello superiore vi sono dei bambini. L’opera venne collocata accanto Puente del Real per volontà del sindaco Francisco Brotons che desiderava una riproduzione di quella parigina di Place de Terreaux. Realizzata in ferro fuso, fu dipinta di un elegante color avorio e riportata poi al nero con dettagli dorati nel 2009 in seguito al restauro.

Sul lato opposto del viale sorge la Fuente de los 4 elementos. Si trova accanto al Puente de Aragón dal 1878, ma era nella piazza del Mercato Centrale già dal 1852. Protagonisti dell’opera stavolta sono i quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco. Ogni bambino personifica un elemento; vi basterà osservare gli oggetti che tengono in mano per scoprire quello corrispondente. Anche questa è stata riportata dal bianco al proprio colore originale nel restauro del 2009.

La Fuente a la Diosa Flora in marmo bianco di Carrara, venne scolpita a Roma dallo sculture valenciano José Piquer Duart ed occupa la posizione attuale dal marzo del 1864. È la riproduzione di una scultura greca conservata al British Museum di Londra. Flora nella mitologia romana era la dea della primavera, dei fiori e della fioritura. Originariamente la scultura era circondata da numerose piante acquatiche, non più presenti.

Anche la Fuente al Doctor Moliner è in marmo di Carrara. Scolpita nel 1919 da José Capúz Mamano, riproduce l’effigie del medico spagnolo Francisco Moliner Nicolás con accanto due figure allegoriche: la scienza e l’amore materno. Lo scienziato fu docente di patologia medica, ostetricia e patologia e rettore dell’Università di Valencia. Sul sostegno su cui poggia la statua di Moliner è riportata l’iscrizione “Paz y armonía social por el amor y la ciencia. Al Dr. Moliner.” (Pace e armonia sociale per l’amore e la scienza.). Le fontane da ammirare sono davvero tantissime e per tutti i gusti. Non perdetevi la Fuente de Las Tres Ninfas, vicino alla Plaza del Ayuntamiento, e la Fuente del Tribunal de las Aguas in Plaza de la Virgen, accanto alla cattedrale. Quest’ultima è un vero e proprio omaggio all’antico fiume Turia. Prenotate una visita con la vostra guida italiana di fiducia, andremo ancora una volta alla scoperta di tesori e aneddoti curiosi, fuori dai grandi circuiti turistici.

Scritto da Giulia Rusignoli per Guida italiana Valencia

Casa colorata Valencia

Casa Judía, boom di colori

Casa Judia, il boom dei colori

Profusione di tinte e originalità, Casa Judía vi aspetta. Amata dagli abitanti e quasi sconosciuta ai turisti che rischiano di perdersela. La sua coloratissima facciata vi sorprenderà. È chiamata anche Casa Egipcia e si trova al numero 20 di Calle Castellón. Sorge in pieno centro della città, molto vicina alla Stazione del Nord. Viene considerata l’edificio più originale di Valencia. È sicuramente di uno dei più singolari e sconosciuti, completamente diversa da tutti gli altri immobili della zona. Non passa assolutamente inosservata la grande esplosione di colori: rosa, verde, giallo e celeste.

Fu costruita negli anni ’30, con il boom dell’Art Déco, dall’architetto spagnolo Juan Francisco Guardiola Martinez. Il suo nome si deve alla stella di David sullo stipite della porta. Non si sa esattamente perché sia stato inserito questo simbolo. Potrebbe esservi un collegamento con l’edificio o essere stata un’iniziativa del progettista. Secondo un’altra ipotesi il suo committente, José Salom, era di origine ebraica.

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