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Valencia è legata all’acqua sin dalle sue origini. Venne fondata sul letto dell’antico fiume Turia, una grande ricchezza per la città e per la vegetazione circostante. Nonostante la posizione privilegiata, però, il rifornimento di acqua non fu garantito fino a metà del XIX secolo. Lo stretto legame con questo elemento non è mai terminato: in città vi sono tantissime fontane. Sono circa 162 e si trovano ovunque: nei parchi e nei giardini, nelle rotonde, nelle piazze e lungo le strade. Alcune sono dedicate alla natura, altre a personaggi storici o mitologici, ma tutte hanno una propria storia da raccontare. Lungo il Paseo de la Alameda, una tra le strade più significative dal punto di vista storico, ci soffermeremo su alcune di esse.

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Profusione di tinte e originalità, Casa Judía vi aspetta. Amata dagli abitanti e quasi sconosciuta ai turisti che rischiano di perdersela. La sua coloratissima facciata vi sorprenderà. È chiamata anche Casa Egipcia e si trova al numero 20 di Calle Castellón. Sorge in pieno centro della città, molto vicina alla Stazione del Nord. Viene considerata l’edificio più originale di Valencia. È sicuramente di uno dei più singolari e sconosciuti, completamente diversa da tutti gli altri immobili della zona. Non passa assolutamente inosservata la grande esplosione di colori: rosa, verde, giallo e celeste.

Fu costruita negli anni ’30, con il boom dell’Art Déco, dall’architetto spagnolo Juan Francisco Guardiola Martinez. Il suo nome si deve alla stella di David sullo stipite della porta. Non si sa esattamente perché sia stato inserito questo simbolo. Potrebbe esservi un collegamento con l’edificio o essere stata un’iniziativa del progettista. Secondo un’altra ipotesi il suo committente, José Salom, era di origine ebraica.

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Valencia, solare e con un’ottima posizione sul mare, ricca di fascino e meta ambita dagli italiani, ma anche misteriosa ed enigmatica. Partecipa alla visita e scopri il passato oscuro della città che ospitò il primo bordello e il primo manicomio. Di Giulia Rosignoli

Vivi un’esperienza davvero unica nel suo genere. Se ami esplorare luoghi particolari ed uscire dai grandi circuiti turistici, non perdere l’occasione di aggiungere queste due tappe alternative alla tua vacanza. Proprio come accade oggi ad Amsterdam, anche qui vi era un quartiere a luci rosse. Non solo, era molto famoso nell’Europa medievale ed uno dei maggiori di tutti i tempi. Attivo per oltre tre secoli, aveva un nome molto particolare: La pobla de les fembres pecadrius.

Il re Giacomo II stabilì che il bordello doveva sorgere nella Pobla de Bernat Villa. Venne costruito a nord-ovest; inizialmente fuori dalle mura, per evitare l’intromissione delle autorità e della chiesa. In seguito all’ampliamento della città venne inglobato all’interno di esse, tra le strade Salvador Giner, Alta, Ripalda e Guillem de Castro. Numerosi erano i visitatori che vi accorrevano, pagando le tariffe più salate di tutta la penisola iberica. I documenti arrivati ai nostri giorni rappresentano una testimonianza dell’epoca. La prostituzione, condannata dalla chiesa, era considerata un’attività lavorativa lecita e normale. La struttura e le prostitute che vi operavano dovevano sottostare a precise disposizioni: ad esempio, rimanere chiuse all’interno della struttura durante le festività religiose e non lavorare. I controlli medici e di ordine pubblico erano rigorosi. Le prestazioni avvenivano al piano terra, mentre al primo piano vi era qualcosa di ancora più proibito per quei tempi: una biblioteca.

visitare Valencia in 3 giorni

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Se la tua vacanza a Valencia dura tre giorni e vuoi visitare  le cose più interessanti, sarà meglio fare un programma generale prima di arrivare.

Sicuramente tre giorni non bastano per conoscere bene la città, ma fare una corsa per vedere più cose possibili non ha senso, altrimenti non sarebbe una vacanza. Il primo consiglio è pensare cosa ti piace e fare una scaletta di possibili mete e poi provare a creare un itinerario per ogni giorno, certo con un poco di elasticità. Una volta indicati sulla cartina di Valencia i punti di maggiore interesse, scegli un albergo che si trovi giusto nel mezzo o il più vicino possibile a dove pensi di passare la maggior parte del tempo. Verifica poi la possibilità di muoversi da questo punto per raggiungere tutte le tue mete.

Tre possibili punti di interesse potrebbero essere: Il centro storico, la Città delle Arti e delle Scienze o la zona marittima del Cabanyal e della spiaggia della Malvarrosa.

Uno seconda opzione potrebbe essere scegliere un hotel vicino a una fermata della Metropolitana sapendo però che non c'è servizio di metropolitana notturno, quindi se pensi di cenare in un ristorante di una zona diversa da dove hai l'hotel, dovrai prendere un taxi.

Dei tre giorni, due saranno sicuramente punti fissi, per il terzo potrebbero esserci varie opzioni, sia in città sia fuori porta. L'ordine non importa, ma bisogna fare attenzione a scegliere per esempio per la visita del centro storico un giorno feriale e utilizzare la mattina per una parte della visita, visto che molti luoghi di interesse possono essere chiusi nei gorni festivi o nel pomeriggio.

Giorno 1: Centro storico di Valencia.

Il centro storico di Valencia, anticamente chiuso dentro le mura con un perimetro di circa 5 chilometri, ha un diametro di poco più di 1 chilometro e mezzo, ma fare la visita in linea retta, che è una opzione possibile, vorrebbe dire perdersi un buon numero di luoghi molto interessanti. Si tratterebbe di partire per esempio dalle Torri di Serrano per arrivare alla Stazione del Nord, attraversando la Plaza de la Virgen, Plaza de la Reina e  la Plaza del Ayuntamiento. Meglio invece inserire alcune deviazioni per vedere: il Palazzo del Marques de Dos Aguas, il Mercato Centrale e la Loggia della Seta. Un'alternativa più breve potrebbe essere visitare solo la zona più centrale nel triangolo tra il Mercato Centrale, le terme romane del Museo dell'Almoina e le Torri di Serrano. La visita del centro storico, senza fare shopping può durare una mattina o un giorno intero.

Giorno 2: Città delle Arti e delle Scienze

La Città delle Arti e delle Scienze, che si trova tutta all'interno della parte finale dell'antico letto del fiume Turia, ha una longitudine simile al diametro del centro storico ed è costituita da numerose strutture futuriste,  principalmente  opera dell'architetto Santiago Calatrava, ma anche dell'architetto Felix Candela. Per fare una breve passeggiata all'esterno e scattare qualche fotografia un'ora potrebbe bastare, ma l'ideale è dedicare un giorno alla visita di tutto il complesso che include: Teatro dell'Opera, cinema 3D Hemisferico, Museo della Scienza, giardino dell' Ombraculo, Ponte dell'Azud de Oro, Agorà e Parco dell'Acquario Oceanografico. 

Per visitare l'Oceanografico sono necessarie circa 3 ore e per il Museo della Scienza 2, ma per sfruttare al massimo dell'esperienza consiglio di includere la visita all'interno del Palau de les Arts, la visione di un film 3D nell'Hemisferico o nel 4D dell'Oceanografico e di svolgere come minimo un'attività didattica all'interno del Museo della Scienza. In questo caso, con pausa pranzo inclusa 7o 8 ore sarà il tempo da dedicare a questa visita.

Giorno 3 A) Una prima possibilità è restare a Valencia e secondo i nostri gusti svolgere alcune di queste attività: passeggiata in bicicletta o in Segway lungo i giardini del fiume Turia o per scopire il porto o la zona dei Poblados del mare. Oppure visitare alcuni Musei, come il Museo di Belle Arti, l'IVAM (museo di arte moderna) Il museo della Seta, il Museo della Ceramica, Il museo Fallero.

Giorno 3 B) Seconda possibilità organizzare un gita fuori Valencia per esempio per  gli amanti della natura al parco naturale del lago dell' Albufera,  dove sarà possibile osservare gli uccelli e fare un giro in barca o per gli amanti della storia una gita a Sagunto con il suo grande castello e il teatro romano.

Per una delle sere una cena con Flamenco ci farà sentire sicuramente in Spagna.

 

Qualsiasi siano i tuoi interessi sicuramente con la tua Guida Italiana a Valencia tutto sarà più facile, interessante e divertente.

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Storia della Parrocchia di San Nicola e San Pietro

Nel centro storico di Valencia troviamo con sorpresa e in un luogo quasi nascosto questa chiesa, la cui storia iniziò quasi otto secoli fa. La parrocchia di San Nicola di Bari e San  Pietro Martire, fu fondata dallo stesso Giacomo I nel 1238 quando dopo aver conquistato Valencia, creò le prime 12 parrocchie per l’organizzazione sia civile che religiosa della cittá. La affidò ai frati domenicani che lo accompagnavamo, ma questi poco più tardi fondarono il proprio convento di San Domenico in altro luogo della città, lasciandone quindi la gestione diretta alla Diocesi. La prima riforma secondo lo stile gotico fu realizzato dalla famiglia Borgia a metà del XV secolo. Rettore della parrocchia era Alfonso Borgia , che conservó tale titolo anche quando diventò papa con il nome di Papa Callisto III, nominando un vice-rettore, che potesse sostituirlo nella gestione ordinaria.

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Alla fine del XVII  secolo,  con opera architettonica di Juan Bautista Perez Castiel venne trasformata in una chiesa di stile barocco. Ricoperta, secondo la moda dell’epoca, da stucchi e pitture in  questo stile, con disegno di Palomino (lo stesso della volta della Basilica  di Valencia dedica alla Vergine) e dipinti realizzati da Dionis Vidal. La combinazione di due stili cosí diversi  come il gotico e il Barocco, risulta in questa costruzione  molto armoniosa. Anche se popolarmente chiamata solo con in nome del santo  patrono di Bari, San Nicola, è da sempre dedicata in ugual modo anche a un altro santo italiano e veronese: San Pietro martire. Per questo motivo da un lato della navata appaiono i dipinti che raccontano la storia  e i miracoli del santo Vescovo di Mira, i cui resti furono portati a Bari e dall’altra la storia del domenicano San Pietro  Martire. Ma questa chiesa cosí bella e con una storia  così importante e che si trova in un luogo al centro della parte storica di Valencia, con   una piccola porta laterale nella Calle Caballeros,  è rimasta quasi anonima e sconosciuta sino a quando, poco tempo fa, è stata riaperta dopo uno stupendo restauro realizzato grazie alla fondazione Hortencia Herrero e alle nuove tecniche di recupero dell’Università Politecnica di Valencia. Da qulel momento è diventata una meta quasi obbligata per tutti i visitatori della città.

 

Esterno

È possibile accedere alla chiesta da tre lati, ma anche se  arrivando dalla piazza San Nicolas alla porta principale si possono intravedere quali sono le dimensioni, e il campanile di pianta quadrata e di tre altezze ci può indicare l’importanza della costruzione, l’esterno risulta abbastanza anonimo. Una porta gotica è sovrastata da un rosone con una stella di Davide, sul modello del rosone, più grande, che si trova sopra la porta degli Apostoli della Cattedrale.

L’altra porta,  quella sulla piazza San Nicola è invece di stile neogotico, realizzata nella seconda metà del diciannovesimo secolo. Quella che invece risulta quasi invisibile è la piccola porta di accesso della Calle Caballeros,  che se non avesse sopra la scritta “San Nicolas” sembrerebbe il portone di un edificio di appartamenti. Da qui si entra per la visita. Soprattutto accedendo da questa porta, che attraverso un corridoio ci porta all’interno dell Chiesa, la sorpresa di trovasi 2.000 metri quadri di affreschi sul soffitto ci lascia  veramente a bocca aperta.

 

Gli Affreschi

Il paragone con la Cappella Sistina del Vaticano è probabilmente un poco  esagerato, ma resta comunque una grande opera d’arte, capace di farti restare con lo sguardo in alto il tempo sufficiente da notarlo sulla cervicale.

Il motivo di tanta armonia tra gotico e barocco fu sicuramente la scelta di lasciare la forma degli archi a sesto acuto, con le proprie vele e nervature, dipingendo negli spazi disponibili e decorando poi le colonne e le cappelle.

Le scene della navata centrale rappresentano quindi da un lato la vita di San Nicola di Bari  e dall'altro quella di San Pietro.  L’attuale restauro e illuminazione ci permettono di apprezzarle in tutto il loro splendore. La pagina web della parrocchia ci ricorda che non è possibile realizzare visite turistiche mentre si stanno realizzando celebrazioni religiose, ma che l’orario di apertura della parrocchia è stato ampliato per dare accesso a un maggior numero di turisti. È possibile effettuare la visita sia  da soli pagando un biglietto di ingresso, sia con una visita guidata con guida ufficiale delle Comunità Valenciana, per maggiori informazioni si consiglia quindi prendere contatto con la parrocchia o  in alternativa di contattare me o un'altra guida ufficiale italiana.

Alessandro Girardi

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