Las Fallas en Valencia

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La festa delle Fallas, anzi Falles (da leggere faglies come famiglia) nella lingua valenciana è una festa di enormi dimensioni, ricca di momenti e eventi molto vari. Per capirla bene bisogna imparare un certo numero di vocaboli, che descrivono cose non traducibili perché semplicemente tipiche solo di questa festa.
Falles: per cominciare le Falles sono dei monumenti satirici realizzati con materiali combustibili (tipo cartone, cartapesta, legno, ma anche polestirolo) che vengono collocati nelle piazze, agli incroci o ovunque ci sia spazio sufficente. Hanno una certa somiglianza con i carri allegorici di Putignano o Viareggio, ma il loro numero e la dimensione di alcuni non sono comparabili con quelli delle feste italiane. I monumenti principali in questo momento sulle strade di Valencia sono 385, e quasi sempre sono accompagnati da un monumento più piccolo (falla infantil) dedicato ai bambini.


Le Falles sono divise in molte categorie, secondo quanto sia costato costruirle. Le più grandi e importanti, della categoria prima e speciale, possono raggiungere altezze da capogiro.
Dopo un anno di progetti e lavoro, tra il giorno 10 e il 15 di marzo tutti i pezzi detti Ninots, vengono portati sul luogo dove la sera del 15  marzo si celebra la Plantà con un Castillo (fuochi d’artificio di luce e rumore), il momento in cui si termina di collocare la falla. Dopo soli 4 giorni, il 19 marzo, notte di San Giuseppe, si celebra La Cremá, cioé si mette fuoco alla falla che con un grande falò brucia totalmente.
Tutte le Falles, secondo la loro categoria ricevono un premio e vengono classificate dalla Junta Central Fallera, che riunisce tutte le associazioni di cittadini che, riuniti in gruppi nei Casals, finanziano la costruzione della loro Falla.

Vincere il premio a miglior falla della sezione speciale è come vincere la Champions League.

Ma la festa, che ha il suo culmine in questi ultimi 5 giorni, in cui quasi tutte le strade sono chiuse e piene di gente, dura molto di più ed è ricca di altri elementi.
La festa inizia l’ultima domenica di febbraio, quando la Fallera Mayor, regina della festa, accompagnata dal sindaco, sale sulle Torri di Serranos e annuncia  in valenciano l’inizio della festa, invitando cittadini e forestieri a partecipare. La verità, quest’anno la sindachessa Rita Barberà, al potere da più di 20 anni sembrava un po’ brilla, e il suo breve discorso, mezzo in spagnolo mezzo in valenciano stropicciato, è diventato virale su internet: El Caloret.

Poi dal primo marzo, e cosí tutti i giorni alle 14:00 sino al  19 marzo, nella piazza centrale dell’Ayuntamiento, migliaia di persone si riuniscono per La mascletà. Sono dei fuochi d’artificio soprattutto rumorosi. Invece i Castillos, delle notti precedenti al 19 marzo, sono anche luminosi e si svolgono nell’antico letto prosciugato del fiume Turia

Fra i vari concorsi e gare fra le fallas, ci sono anche quello delle strade decorate e delle strade illuminate. Si, illuminate come per la festa del santo patrono, ma in un modo esagerato.

La sorpresa è che ultimamente vince sempre la stessa strada, che viene illuminata  con archi e colonne di Leds dalla ditta di luminarie italiana e precisamente salentina De Cagna. L’accensione delle luci ogni sera, non appena fa buio, è un’altro spettacolo da non perdere.

Poi ogni Falla, o comisión fallera, o casal, come dir si voglia, organizza la sua festa: concorso di Paellas sulla legna, per strada, concorso di disegno per i bambini, tornei, mercatini e Verbenas con Discomovil. In pratica musica a tutto volume per strada, balli e concerti sempre per strada sino a notte fonda, con molti brilli o un po’ più che brilli.
Per ultimo, ma non ho raccontato tutto, perché le Fallas sono fatte per essere vissute e non raccontate, la Ofrenda.

Nei due giorni della Ofrenda, o offerta, in due processoni che durano ore e che coivolgono i falleros di tutta la città e dei paesi vicini, oltre a rappresentanti di altre città spagnole e di fallas anche sudamericane, migliaia di fiori portati da gente in costume elegante dei contadini dell’ottocento o più antichi, vengono donati nella Plaza della Virgen al monumento in legno della Madonna. Questi fiori vengono collocati su una grande struttura di legno, con scolpiti e dipinti solo la testa della Vergine e il bambino Gesù,  per formare il mantello e il vestito.

Non so se per devozione, per l’emozione, o perché gli fanno male i piedi dopo aver camminato tanto con le scarpe con i tacchi ( o forse per i tre motivi insieme) ma molte falleras piangono nel momento in cui consegnano i fiori.

Se non le vedi non ci credi.
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